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Alcamo: VIII Centenario fondazione clarisse PDF Stampa E-mail
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mercoled́ 13 aprile 2011
Sabato 16 Aprile pellegrinaggio con Chiara verso il Risorto ad Alcamo

Ottavo Centenario di fondazione dell’Ordine di S Chiara

Ad Alcamo un grande pellegrinaggio presieduto dal vescovo Francesco Miccichè unirà i due monasteri di clausura

Partecipano i parroci e i fedeli di tutte le parrocchie della Città di Alcamo, insieme a quelli di Castellammare del Golfo e Calatafimi-Segesta

Alle abbadesse dei due monasteri, in ricordo dell’evento vissuto da Santa Chiara d’Assisi nel 1212, il vescovo donerà una palma.

Sabato 16 Aprile ore 19.30

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 Il pellegrinaggio è pensato come un ripercorrere le tappe del cammino di Chiara dall’incontro con Francesco fino all’arrivo a S. Damiano. Il tema scelto è “… con Chiara dietro il Crocifisso Risorto”.

Ogni tappa dell’itinerario sarà anche l’occasione per meditare sui cardini della spiritualità clariana. Il pellegrinaggio avrà inizio alle ore 19,30 di sabato 16 Aprile dal monastero del S. Cuore con un momento introduttivo cui seguirà la prima meditazione sulla contemplazione. Al termine il Vescovo consegnerà alla Madre Abbadessa una palma in memoria dell’evento vissuto da S. Chiara d’Assisi, la quale ricevette la palma dal Vescovo di Assisi la Domenica delle Palme del 1212. Quella notte Chiara lasciò la casa paterna per consacrarsi al Signore nelle mani di Francesco alla Porziuncola. Nel pellegrinaggio tra il Monastero del S. Cuore e il Monastero S. Chiara, centri irradianti la spiritualità clariana e la radicalità della vita contemplativa nella Diocesi, vi saranno tre soste intermedie. La prima presso la Chiesa della Madonna delle Grazie in cui si ricorderà la consegna della palma da parte del vescovo e si mediterà sul voto dell’obbedienza.

La seconda sosta si terrà davanti alla chiesa di S. Paolo dove si ricorderà la fuga nella notte di Chiara e si mediterà sul voto della povertà. La terza sosta sarà effettuata davanti alla Chiesa Madre dove si ricorderà la consacrazione di Chiara da parte di Francesco e si mediterà sul voto della castità.

Infine il pellegrinaggio terminerà davanti al Monastero di Santa Chiara dove si ricorderà l’inizio della vita di Chiara e delle sorelle a S. Damiano e si mediterà sulla fraternità. Anche qui si ripeterà il gesto della consegna della palma alla Madre Abbadessa da parte del vescovo.. Tutto il pellegrinaggio sarà animato dalle sorelle povere dei due monasteri con letture e canti.

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“La grazia di avere in Diocesi due monasteri delle sorelle povere di Santa Chiara trova la Chiesa di Trapani in questo ottavo centenario della fondazione dell’Ordine in festa e in preghiera – afferma il vescovo Francesco Miccichè.

Siamo consapevoli che la vita religiosa e specialmente quella claustrale,oltre a rappresentare per la Chiesa un carisma unico e straordinario è un messaggio forte che viene dato alla società di oggi poco incline ai valori dello spirito con la radicalità e la forza del segno dell’appartenenza a Cristo che queste sorelle testimoniano vivendo in maniera esemplare. L’augurio che facciamo alle sorelle povere di Santa Chiara di Alcamo e a tutta la nostra Chiesa, è quello di poter apprezzare il dono di questo Carisma, di irradiarlo e di far nostro il messaggio che esso ci dà: dare spazio a Dio nella nostra vita, pensare e vivere nella prospettiva di cieli nuovi e terra nuova. Ai giovani in maniera particolare rivolgo un appello perché la loro vita possa trovare in questi splendidi esempi di radicalità evangelica uno stimolo a pensarsi discepoli del Signore, fieri della loro fede e dei grandi valori che portano dentro”.

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La presenza delle clarisse ad Alcamo è una presenza significativa ormai da quasi 500 anni. Il Monastero S. Chiara è stato fondato nel 1545 dalle tre sorelle Mompileri di Alcamo che strutturarono a monastero degli immobili di loro proprietà. Il loro esempio fu seguito da altre giovani provenienti anche dai paesi limitrofi dando inizio ad una fioritura clariana.

Il Monastero del Sacro Cuore è una fondazione del del Protomonastero di Assisi ad opera di tre monache arrivata ad Alcamo nel 1914. Si tratta di sr.Cherubina Reattelli, sr. Giuseppa Corsini e sr Cherubina Bonifazi. Attualmente i due monasteri sono fiorenti di vocazioni e offrono a Dio, nel nascondimento della clausura, un culto incessante intercedendo presso Dio per il bene dell’intera comunità. Molti trovano nei monasteri un’oasi di pace e volentieri partecipano alla liturgia unendosi alla preghiera delle sorelle attingendo forza e speranza per il loro cammino nella vita.

 

DAL MESSAGGIO DEI VESCOVI SICILIANI PER L’OTTAVO CENTENARIO DI FONDAZIONE DELL’ORDINE DI SANTA CHIARA

“…La storia della nostra Sicilia registra la presenza dell’Ordine monastico delle Clarisse fin dai primi decenni, vivente ancora la stessa Chiara. Il primo monastero venne fondato a Catania nel 1220; il secondo a Messina nel 1223. Dei 53 monasteri fondati lungo i secoli nell’Isola, oggi ne rimangono solo 10 e sono fiorenti di vocazioni. Non sono poche le testimonianze di santità che allietano le diverse epoche storiche, piene di tensioni e di contraddizioni. Dalla vita nascosta, semplice e povera, sono nate quelle piante ricche di vitalità e di frutti buoni che edificano in ogni tempo la Chiesa e restano sempre feconde. Fra tutte ricordiamo Santa Eustochia Calafato, figlia della terra messinese, elevata agli onori degli altari da Giovanni Paolo II il giorno 11 Giugno 1988. Il messaggio che quotidianamente viene offerto dai monasteri, centri vivi di spiritualità e di preghiera, vere scuole di vita cristiana, si riconosce essenziale per i nostri giorni. La povertà, vissuta nella sua radicalità evangelica, sollecita ogni persona a non lasciarsi vincolare dall’interesse materiale e dal possesso delle cose, perché incapaci a soddisfare le vere aspirazioni del cuore umano; ci invita a mantenere il cuore libero da ogni legame, piccolo o grande, per potere attendere con gioia e generosità alle opere di carità e a poter vivere, senza gelosia e tensioni, la comunione fraterna. Ci invita, ancora, a rassomigliare più da vicino al Figlio di Dio, che da ricco che era, si è fatto povero perché diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà (cfr 2Cor 8,9). In un mondo così intristito per la sete di guadagno e l’affanno nel possedere e del prevalere sugli altri, la povertà assicura la beatitudine e il possesso delle realtà essenziali, in forza della parola del Signore: “Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio” (Lc 6,20)….”

 
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