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Brilli la gioia pasquale nella città di Trapani PDF Stampa E-mail
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martedì 03 aprile 2012
Le parole del vescovo a conclusione della processione dei Misteri di Trapani

Carissimi, eccoci qui,

tutti insieme, in questo momento senza tempo in cui, come comunità - senza distinzione alcuna di classe, cultura o di orientamento politico, ci ritroviamo uniti come figli e fratelli - una sola grande famiglia - davanti all’immagine della Vergine Addolorata che conclude la più grande manifestazione di pietà popolare della nostra città: la processione dei Misteri. Abbiamo accompagnato Cristo rivivendo la sua passione e morte.

Lo abbiamo accompagnato per le strade della nostra città: il suo volto di uomo tradito, umiliato e disprezzato, abbandonato dai suoi amici più cari, schiaffeggiato e deriso dai soldati, condannato da innocente, flagellato e crocifisso, ha incontrato i nostri volti, le mille situazioni di disagio, di sofferenza, di paura che gelano il cuore dell’uomo. In lui “uomo dei dolori” ogni nostra sofferenza e fragilità, ogni ingiustizia, ogni speranza calpestata o derisa, hanno trovato senso e compimento.

Egli, il Signore crocifisso e risorto per noi, viene a cercarci per dirci che con l’offerta della sua vita, donata per amore, siamo stati salvati e redenti, possiamo diventare come lui sorgente di amore e di riconciliazione, di bene e di giustizia, di speranza e di vita nuova. La Croce ci parla dell’amore supremo di Dio e ci invita a rinnovare, oggi, la nostra fede nella potenza di questo amore, a credere che in ogni situazione della nostra vita, della storia, del mondo, Dio è capace di vincere la morte, il peccato, il male, e di donarci una vita nuova: risorta. Nella morte in croce del Figlio di Dio, c’è il germe di una nuova speranza di vita, come il chicco che muore dentro la terra" (Parole del Santo Padre al termine della Via Crucis, 22 aprile 2011).

Ora è il momento del silenzio. Ma non è il silenzio della morte quanto piuttosto quello del seme che sotto la terra, nel nascondimento, prepara una nuova vita. Cristo Gesù infatti è morto e dopo tre giorni è risorto: su questa certezza si basa la nostra fede. Sì, fratelli e figli carissimi, Gesù è veramente risorto, la morte è stata vinta, la vita trionfa, Gesù è il vittorioso, Gesù è il Vivente che ci assicura: “Io ho vinto il mondo” (Gv 16,33), “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Il dolore, la sofferenza, la morte non sono l’ultima parola perché l’uomo non è stato pensato, voluto, creato per la morte ma per la vita. Gesù è venuto nel mondo perché noi avessimo la vita e l’avessimo in abbondanza, la vita vera, la vita dell’anima, la vita che non avrà mai fine, quella vita spirituale purtroppo tanto disattesa, spesso ignorata e a cui non sempre riusciamo a dare il giusto peso. Gesù è morto ed è disceso agli inferi ma poi è salito al Padre. Ciascuno di noi “può scegliere una via comoda e scansare ogni fatica. Può anche scendere verso il basso, il volgare. Può sprofondare nella palude della menzogna e della disonestà. Gesù cammina avanti a noi, e va verso l’alto. Egli ci conduce verso ciò che è grande, puro, ci conduce verso l’aria salubre delle altezze: verso la vita secondo verità; verso il coraggio che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio delle opinioni dominanti; verso la pazienza che sopporta e sostiene l’altro" (Omelia in occasione della Celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, 28 marzo 2010).

Senza la verità l’uomo non coglie il senso della sua vita, lascia, in fin dei conti, il campo ai più forti. La verità esternamente è impotente nel mondo; come Cristo, secondo i criteri del mondo, è senza potere. Egli non possiede alcuna legione né eserciti né amici potenti. Viene crocifisso. Ma proprio così, nella totale mancanza di potere, Egli è potente, e solo così la verità diviene sempre nuovamente una potenza. La verità è carità, è dignità della persona umana da affermare anche a costo di rimetterci la vita. Nella falsità, invece, c’è la dissoluzione del sociale.

Come vorrei che la nostra Trapani vivesse la Pasqua ispirandosi alla verità che fa liberi! Trapani, risorgi con Cristo, fatti discepola di Gesù, ascolta la sua voce, intraprendi la strada della solidarietà, pratica la legalità, sii città della giustizia, della misericordia, del servizio ai più deboli, sii città pasquale. Buona Pasqua, Trapani! Il pianto della Vergine Madre per la morte del figlio suo Gesù Cristo si trasformi in pianto di gioia per il figlio suo risorto, per noi suoi figli che intendiamo vivere da risorti, da uomini veri e perciò liberi, testimoni credibili dell’amore di Gesù nel mondo, missionari di bene.

O Vergine Addolorata, che sei rimasta fedele al tuo figlio fino alla fine certa della potenza della sua resurrezione, a te oggi affidiamo questa città, soprattutto nei suoi figli più deboli e sofferenti: gli ammalati, i disoccupati, coloro che hanno perso ogni speranza, le vittime della violenza e del malaffare, i giovani che non hanno punti di riferimento.

Il tuo manto di madre raccolga tutte le nostre preghiere e i desideri del nostro cuore e diventi un manto di luce, come domani sarà il tuo volto, radioso e luminoso per l’annuncio della Resurrezione.

O Madre, proteggi la nostra città perché possa camminare nella via del bene e venga garantita a tutti i suoi cittadini una vita dignitosa e serena, libera dalle logiche delle mafia e delle lobby di potere.

Tu, donna della resurrezione, fa brillare il mistero della gioia pasquale del tuo figlio nella nostra vita, concedici di poter essere veramente uomini pasquali in mezzo al Sabato santo della storia.

Concedici che attraverso i giorni luminosi ed oscuri di questo tempo possiamo sempre con animo lieto trovarci in cammino verso la gloria futura del Regno del tuo figlio Gesù

Amen

 + Francesco Micciché

Carissimi,

vi attendo domani in questa piazza per gridare al mondo, a tutti coloro che pensano che il male e la morte hanno l’ultima parola, l’Alleluja della resurrezione: la gioia della nostra fede in Gesù Risorto, nostra Vita, nostra Speranza.

 
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