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Ripartire dai giovani per la dignità della politica PDF Stampa E-mail
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giovedì 14 febbraio 2013
Convegno sabato 16 a Paceco

Sabato 16 Febbraio 2013 alle ore 17,00 presso il salone teatrale delle Suore Oblate del Sacro Cuore, sito in via delle grazie n.13 a Paceco, L’Azione Cattolica Diocesana in collaborazione con l’ Ufficio per la pastorale Giovanile della Diocesi di Trapani propone una riflessione sul tema “Ripartire dai giovani: per una nuova dignità della politica”.

In questa direzione, si pone  una riflessione che intreccerà le strutture della vita democratica e gli spazi per la costruzione di formazione sociale e politica con l’intervento del dott. Giuseppe Notarstefano, responsabile dell’ufficio dei problemi sociali e del lavoro della Diocesi di Palermo e membro del comitato scientifico dell’Istituto V.Bachelet di Roma. Dopo il saluto del parroco della parrocchia “Regina Pacis” di Paceco, don Salvo Morghese, seguirà l’introduzione del tema da parte di don Filippo Cataldo, responsabile dell’ufficio per la pastorale giovanile della Diocesi di Trapani. Coordinerà l’incontro Gino Gandolfo, Presidente diocesano dell’Azione cattolica.

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Ecco la presentazione dell'iniziativa da parte dell'Azione Cattolica diocesana: 

"Solitamente si titola questo dibattito riecheggiando il film “Non è un paese per vecchi”, debitamente cambiato in “Non è un paese per giovani”, e altrettanto solitamente il tema infervora il dibattito al massimo per una settimana, poi tutto torna esattamente come prima. Allo stesso tempo, per neutralizzare ancora meglio il problema (perché di problema si tratta) lo si trasforma velocemente in un’analisi della partecipazione giovanile: i giovani sono poco attivi, sono indifferenti, gli spazi di partecipazione che hanno (gli organi della scuola, ad esempio) li abitano male, etc. Un modo raffinato per far passare l’idea che se pur sia vero che i giovani non hanno strutturalmente spazio nei luoghi decisionali, o comunque in quelli in cui si costruiscono le scelte del Paese, ma anche di un’azienda, del proprio comune, della vita della scuola, la colpa in fondo è loro: non partecipano adeguatamente. È un processo di delegittimazione strisciante, ancora più preoccupante.

Come Azione Cattolica crediamo invece che per ridare dignità alla politica, anch’essa messa sempre sotto processo, svilita, aggirata, occorra ripartire dai giovani, non per una qualche forma di giovanilismo – anch’esso pericoloso e ideologico – ma piuttosto ridando dignità ai modelli di partecipazione e di formulazione delle proposte dei giovani.

Come Azione Cattolica crediamo che la politica abbia bisogno dei giovani, ma innanzitutto debba smetterla di cerca i giovani, come spesso fa, con intenti utilitaristici, perché essi possono convogliare voti di una parte dell’elettorato che non troverebbe un candidato interessante; oppure proponendo loro dei modelli di impegno incompatibili con una vita privata da costruire (lavoro, famiglia) e un necessario spirito di servizio. Come Azione Cattolica crediamo che sia tempo di pensare alla politica e alle sue forme secondo modelli differenti, o almeno plurali"

 

 
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