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Conclusa la Visita Pastorale ad Alcamo PDF Stampa E-mail
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mercoled́ 23 aprile 2003
Il 12 Aprile scorso si è chiusa la visita pastorale nella terza zona
A conclusione della visita pastorale ad Alcamo il vescovo Francesco Micciché ha indirizzato una lettera a tutti i fedeli in cui ringrazia per l’esperienza di profonda comunione ecclesiale vissuta negli oltre 40 giorni di preghiera, incontri, momenti di fraternità con tutte le realtà ecclesiale ma anche con autorità, studenti, lavoratori, ammalati.
“Alcamo, città di Maria, è entrata profondamente nel mio cuore – afferma il vescovo - La vostra vita si snoda sui sentieri di una storia antica e ricca di spiritualità. Ho avuto modo di constatare luci ed ombre, sono stato interpellato da problematiche urgenti e complesse, ho colto sfide di portata storica, bisogni, speranze, dubbi e certezze”. Fra le determinazioni prese al termine della visita pastorale il vescovo ne annuncia una : la costituzione di un consiglio pastorale cittadino. “Sia un consiglio rappresentativo di tutte le forze vive e operanti nelle comunità parrocchiali – dice il vescovo - in esso si abbia il coraggio e la forza di dibattere le problematiche che angustiano Alcamo in questo momento storico”. Ai fedeli il vescovo affidata quattro coordinate per sviluppare l’azione pastorale: giovani, cultura, carità, famiglia.. Alle parrocchie mons. Micciché raccomanda di non vivere da “isole”: la chiesa di Cristo – afferma - non ha steccati, non ha spazi settari ma è realtà in dialogo di amore, in armonia di intenti, in sinergia pastorale con quanti vivono ed operano in un determinato territorio e, mossi dal vero bene dell’uomo, si adoperano per la sua promozione integrale”.

Il vescovo ha anche indirizzato una lettera al sindaco ed al consiglio comunale di Alcamo per ringraziare per l’accoglienza ricevuta con la convocazione di un consiglio comunale in seduta straordinaria. “Vogliamo costruire insieme umanità nuova, non inquinata dalle logiche di potere,libera dalle pastoie della politica arruffona e clientelare, capace di pensare e di progettare il suo futuro su schemi di legalità e di giustizia senza le catene del potere mafioso – scrive mons. Micciché - È a partire dai più poveri che bisogna costruire il progetto politico che si ispiri ai valori cristiani. Come dimenticare le problematiche del Villaggio Maria Ausiliatrice? Come non ricordare la complessa problematica del lavoro giovanile? I servizi sociali? Mentre ringrazio lei e i componenti del Consiglio Comunale per aver voluto devolvere in favore del Villaggio Maria Ausiliatrice il gettone di presenza della seduta consigliare del 31 marzo 2003 – continua nel suo appello il vescovo - vengo a pregarla perché si faccia qualcosa di più e di maggiormente incisivo in favore delle famiglie di questo quartiere che una politica cieca ha voluto ghettizzare.”
 
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