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sabato 26 marzo 2016
L'intervento del vescovo a conclusione della processione dei Misteri di Trapani 

 

La notte, i piedi stanchi, il camminare insieme

Tre immagini nell’intervento del vescovo di Trapani a conclusione della processione dei Misteri

Con tutti i trapanesi facciamo il tifo perché la processione sia sempre bella, unita, espressione di armonia come quest’anno

Uno che ha veramente passione per i Gruppi sacri dei misteri non può essere un individualista, che cerca la sua visibilità a tutti i costi, che onora solo la sua bandiera.

Vivere bene la processione significa riscoprire il fine comunitario della vita umana. All’Addolorata chiediamo che l’immagine di Dio in ciascuno di noi ritrovi la sua bellezza

Stasera in Cattedrale alle 22.30 la solenne Veglia Pasquale. Domani alle 11.00 il pontificale di Pasqua. Nel pomeriggio la processione del Cristo Risorto a cui il vescovo ha invitato tutti a partecipare

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“Vi ho seguito attentamente, pregando per ciascuno di voi, protagonisti di questo lungo incedere per quaranta strade della nostra città. Ho pregato per voi, ma soprattutto pregato con voi, responsabili, devoti e simpatizzanti di ogni ceto e con la gente che faceva ala ai bordi della strada. Ho fatto il tifo perché la processione non si ammali mai più a causa di protagonismi inopportuni e dannosi. So che tanta gente ha pregato come me e ha fatto lo stesso tifo. La processione è una cosa seria e noi vogliamo difenderla anche da noi stessi, se necessario – ha detto il vescovo Pietro Maria Fragnelli iniziando il suo intervento a conclusione della solenne processione dei Misteri del Venerdì Santo che si è conclusa poco fa davanti alla Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio a Trapani - Noi facciamo il tifo con tutti i trapanesi perché sia sempre bella, unita, espressione visibile di armonia e di fede com’è questa quest’edizione 2016.

Quindi le riflessioni su tre momenti, immagini di grande forza espressiva di cui si fa esperienza in processione: la notte, i piedi stanchi, il senso comunitario della vita. Facendo riferimento all’esperienza del beato John Henry Newman il vescovo ha parlato della notte come “ricerca affannosa di una direzione di senso e di felicità” una ricerca che riguarda ogni uomo e ogni donna di qualsiasi estrazione sociale e culturale. “Nessuno può rimanere nella notte: tutti invochiamo la luce. Quella con la L maiuscola!” ha detto.

“La processione è esperienza di piedi stanchi – ha continuato - Noi sappiamo che continueremo ad annacare i gruppi sacri, perché la danza della passione e il ritmo della dolcezza di Gesù ci consolerà. È lui che consola il suo popolo, specie in questo anno della Misericordia. Gesù è qui e conosce la stanchezza dei vostri piedi e vuole invitarvi a riposare con lui; conosce i vostri piedi sporchi e vuole lavarli. Si inginocchia davanti a voi come un servo: non si scandalizza di nessuna sporcizia fisica e morale, di nessun peccato. Egli è davvero colui che ci rimette in cammino, riposati e puliti. Egli ci accoglie, ci restituisce la dignità di figli suoi e ci dice: “Vai avanti! Sii in pace! Alzati, vai avanti!”.

Quindi la terza immagine, quella del camminare insieme, quasi un appello alle maestranze e a tutta la città: “la processione è esperienza speciale di cammino fatto insieme. Non esiste processione di persone che vanno avanti da sole. Se uno si ribella e vuole fare da sé l’itinerario e il ritmo di marcia, distrugge la natura comunitaria della processione e, in ultima analisi, il senso stesso della vita umana, di cui la processione è simbolo eloquente. Uno che ha veramente passione per i Gruppi sacri dei misteri non può essere un individualista, che cerca la sua visibilità a tutti i costi, che onora solo la sua bandiera. Vivere bene la processione significa riscoprire il fine comunitario della vita umana.

Mi rendo conto che questa dimensione sociale ed ecclesiale, che genera tanti frutti di fraternità gioiosa e solidale, è raggiungibile grazie a continui esercizi di autocontrollo e di verifica del nostro stile di vita – ha continuato mons. Fragnelli - A partire da me – ha precisato - Per esempio: rispetto e aiuto reciproco, attenzione verso l’altro, onestà nel mettere in pratica le regole stabilite, capacità di ascolto, capacità di scusarsi per un’azione scorretta, rinuncia alla propria visibilità se serve alla riuscita comune, scelta di gesti di solidarietà concreta.

Giunti alla fine della processione, si tratta di imparare nuovi stili di vita, che rendono bella l’esistenza personale e comunitaria e ci aiutano a superare l’immagine annerita di Dio che l’egoismo e il peccato creano in noi facendo attenzione al rispetto di tutti gli esseri viventi evitando l’uso della plastica, riducendo il consumo di acqua, differenziando i rifiuti, cucinando solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare utilizzando il trasporto pubblico o condividendo lo stesso veicolo tra varie persone, spegnendo le luci inutili, e così via. Davanti a Maria, Addolorata, Bedda Matre, madre di Gesù, bel pastore, chiediamo che l’immagine di Dio in ognuno di noi ritrovi la piena bellezza.

Che la processione 2016 rimanga nei nostri cuori e duri … tutto l’anno!”. Infine l’invito rivolto alla piazza: “Chi può si unisca a noi domani pomeriggio per celebrare insieme la risurrezione del Signore”, gli auguri di una buona Pasqua e la benedizione a tutti, soprattutto ad anziani ed ammalati che hanno seguito la processione dei Misteri attraverso i mezzi di comunicazione sociale.

 
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