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Michelangelo mentre scolpiva pregava PDF Stampa E-mail
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sabato 07 marzo 2009

Inaugurato il percorso espositivo di Fulget Crucis Mysterium

“Questa terra vuole vivere!”. Con le parole del vescovo di Trapani Francesco Miccichè, nel pomeriggio il capoluogo ha dato ufficialmente il benvenuto al “Crocifisso ritrovato”, attribuito al giovane Michelangelo, in città da mercoledì ed esposto da stasera e fino al 20 Marzo nella Chiesa di Sant’Agostino.

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 Il nudo ligneo del Cristo, acquistato dal Ministero per i Beni Culturali per 3,25 milioni di euro e in “tour” per l’Italia, è il fulcro del “Fulget Crucis Mysterium”, un percorso espositivo multisensoriale sul Mistero della Croce che si snoda per alcune vie del centro storico. La cerimonia d’inaugurazione è avvenuta nella suggestiva atmosfera della Chiesa del Collegio e vi hanno preso parte il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, il presidente del Senato Renato Schifani e la soprintendente per il Polo Museale di Firenze Cristina Acidini, che ha tenuto una lectio magistralis. A fare gli onori di casa il vescovo Micciché, promotore dell’iniziativa. “L’evento aggiunge alle già note caratteristiche di Trapani - città del mare, del sale e del corallo - quella prestigiosa di città dell’arte: una città che vuole cercare nella cultura la sua anima e la sua identità più autentica. Nella struggente bellezza del crocifisso di Michelangelo e di altri 20 che arricchiscono la mostra, c’è un messaggio di speranza: possiamo superare gli ostacoli di sofferenza causati dalla mafia e dal malaffare e dare un battito d'ali alla vita perché questa sia bella per tutti”. Apprezzamento per la creazione del Museo diocesano è stato espresso dal governatore Lombardo che ha posto l’accento sulla “sinergia straordinaria tra istituzioni amministrative, regionali e statali e la Chiesa cattolica senza la quale questo straordinario patrimonio non potrebbe essere valorizzato. Il ruolo svolto conferma questa alleanza antica e nuova tra il popolo siciliano e la fede cristiana“. Assente per impegni istituzionali, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi il quale ha inviato un messaggio di saluto, letto dal suo capo di gabinetto Salvatore Nastasi. “Il Crocifisso ligneo è un’opera di raffinata qualità tecnica e di grande interesse scientifico. Sono felice che venga ammirato anche nella vostra città. In un momento delicato e di crisi, è fondamentale destinare le poche risorse disponibili a progetti che abbiano un significato così alto che possiamo consegnare alle generazioni future” ha scritto il ministro che ha definito il crocifisso un “simbolo della nostra civiltà e di valori universali” e ha annunciato una sua visita ufficiale in città prima di Pasqua.

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Ha indicato Trapani quale esempio da seguire nella strada della tutela dei beni artistici, invece, la seconda carica dello Stato. “La provincia, luminoso esempio del barocco siciliano, ha riacquistato il suo valore grazie allo sforzo congiunto di Diocesi ed Enti locali con cui è stata intrapresa quest’iniziativa e si è saputo sfruttare la presenza dell’opera di Michelangelo per dare lustro al patrimonio locale – ha commentato Schifani - Da siciliano esprimo soddisfazione per questo risultato. Dalle risorse culturali, invidiate nel mondo, dalla loro valorizzazione in chiave turistica si deve partire per rilanciare l’economia. La città di Trapani ci mostra la via da percorrere”. E ha aggiunto: “In un momento delicato, un poco di fede e un poco di credo non guastano. Certamente Cristo è sempre attuale e nelle nostre coscienze”. L’appassionata analisi condotta da Acidini ha guidato, poi, l’uditorio alla scoperta del piccolo capolavoro presentato come “una preghiera d’artista”, soffermandosi sulla paternità michelangiolesca riconosciuta da un’equipe di esperti dopo un decennio di studi sull’opera. “A comprovare l’attribuzione a Michelangelo del crocifisso, realizzato con probabilità tra il 1492 e il 1495, è la sua somiglianza con altre opere dell’artista, come il crocifisso ligneo del Santo Spirito, il David Marmoreo e il Cristo della Pietà Vaticana. C’è poi un elemento invisibile nel crocifisso ritrovato: una zeppa di legno infilata a forza nel collo inclinato come se l’autore avesse voluto accentuare il patetismo di questa testa che crolla sul petto nell’atto estremo della morte. E’ un segno del fatto che Michelangelo mentre scolpiva pregava”. In chiusura, prima del taglio del nastro, l’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo, presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, ha ricondotto alla dimensione spirituale la manifestazione con un momento di preghiera davanti alla Chiesa di Sant’Agostino. L’osmosi tra arte, cultura e religione è, infatti, al centro del “Fulget Crucis Mysterium” che si potrà visitare gratuitamente fino al 13 Aprile (alla Diocesi sono già pervenute 7 mila prenotazioni).

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Alla cerimonia hanno partecipato anche il vescovo di Monreale Salvatore Di Cristina, il vescovo ausiliare di Palermo Carmelo Cuttita, il vescovo di Mazara Domenico Mogavero, il vescovo di Cefalù Francesco Sgalambro e l’assessore regionale ai Beni Culturali e Ambientali Antonello Antinoro. Presente, altresì, una rappresentanza di studenti della scuola media Nunzio Nasi, dello Scientifico Fardella e dell’Itc Sciascia. L’evento è organizzato dalla Diocesi trapanese con il supporto del Ministero, della Presidenza della Regione Siciliana, dell’Ars, degli Assessorati regionali ai Beni Culturali e al Turismo, della Provincia di Trapani, della Fondazione Federico II e di Ina Assitalia.

 
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