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Un evento di grazia, un punto di non ritorno per la nostra chiesa PDF Stampa E-mail
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mercoled́ 15 aprile 2009
Il vescovo in un'intervista commenta l'evento "Fulget Crucis Mysterium"

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1) Eccellenza, ieri si è concluso "Fulget Crucis Mysterium". Con una frase, come valuterrebbe quest'evento?

E’ stato un evento di grazia in quanto è provvidenzialmente caduto in quest’anno pastorale in cui la nostra chiesa si è dato un piano pastorale che alla luce dell’evento che abbiamo vissuto appare profetico: “l’albero si riconosce dal frutto. La carità nella-della cultura”. L’albero è richiamo alla croce su cui il figlio di Dio è stato inchiodato per noi uomini e per la nostra salvezza. Il frutto di quest’albero di vita è la rivelazione del volto di Dio-Carità che dona speranza e apre ad orizzonti sconfinati di bene. L’evento della mostra del Crocifisso ritrovato attribuito al giovane Michelangelo oltre a rappresentare un evento culturale rilevante che ha visto migliaia di visitatori è stato altresì un evento carico di significato profondo per la città di Trapani e suo territorio in quanto ha fatto prendere coscienza dei tesori d’arte e di storia di un passato interessante e ricco. Sono le radici di quest’albero la cultura e la vita di questa Trapani religiosa e civile che oggi noi vogliamo far emergere perché si affermi il positivo e venga scartato il negativo.

2) Qual è stato secondo lei il punto di forza del successo di questo percorso che ha compreso anche la devozione popolare?

La devozione popolare traduce il senso più profondo e più vero della fede di un popolo e appare ai miei occhi come uno strumento necessario e indispensabile del suo essere e del suo operare. Non credo di andare lontano dal vero nell’affermare che senza devozione popolare non c’è chiesa. Il punto di forza di questo evento è stato il puntare sulla risurrezione come chiave di lettura di tutto il percorso. Dalla Chiesa del Purgatorio con i gruppi dei misteri, alla chiesa del collegio, a Sant’Agostino passando da San Domenico fino alla chiesa di Sant’Alberto con la mostra d’arte contemporanea una certezza ci resta dentro: l’arte è veicolo indispensabile per l’evangelizzazione. E’ nella storia della cultura come espressione della vita con il suo carico di bellezza che forma le coscienze, dà consistenza al vivere credente e rende arditi nella testimonianza.

3) L'evento è finito. Che ricadute avrà nella vita pastorale?

Tra le tante sfide da accogliere quella dell’arte e della cultura è “la” sfida più importante e più decisiva per l’oggi e il futuro della chiesa. Una fede celebrata non può mai diventare una fede vissuta e testimoniata se non è una fede pensata. E il pensiero si nutre di tutto ciò che il genio dell’uomo lungo i secoli è capace di esprimere. Davanti al bello cresce la voglia di bene e dalla vita sprigiona quanto di meglio si possa pensare e volere per l’uomo. E’ un punto di non ritorno: una sfida da cui non possiamo esimerci e che impegnerà certamente negli anni a venire la nostra chiesa. Senza cultura non si va da nessuna parte perché la cultura detta le regole del vivere, connota l’identità di un popolo, dà una marcia in più a ciò che noi viviamo.

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4) Ci sono progetti futuri per la sala espositiva del museo diocesano di Sant'Agostino?

Il museo diocesano non è ancora un fatto compiuto. L’evento che abbiamo vissuto ha dato il via ad un percorso che ci auguriamo possa portare in tempi brevi alla costituzione di un polo museale che ha il suo cuore in Sant’Agostino ma che si promana in un museo diffuso che comprende più siti significativi del centro storico di Trapani.

 
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