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Natale trionfo di speranza PDF Stampa E-mail
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luned́ 24 dicembre 2012
Gli auguri dell'Amministratore Apostolico alla diocesi

In questo momento di crisi segnato da un clima di tristezza e sfiducia, il Natale è fonte di speranza: esso ci richiama alla gioia della semplicità, all’essenzialità e alla sobrietà nel volto del Bambino nato per noi a Betlemme. Pensando che Dio si è fatto carne e ha deciso di condividere la nostra condizione umana non possiamo non aspettarci che il futuro sia sempre migliore. Il nostro destino è Cristo e dunque è un destino di pienezza. Cristo, il bambino nato per noi, non ha vissuto con i potenti nel Tempio, dove certamente avrebbe potuto trovare cittadinanza: è passato per le strade della Palestina andando alla ricerca di tutti coloro che avevano bisogno di essere sanati vivendo povero tra i poveri.

In questo momento così difficile per tante famiglie, la sua scelta di voler condividere fino in fondo la fragilità e la povertà della condizione umana, è un richiamo radicale per ciascuno di noi ad aprire lo sguardo, a non rimanere chiusi nel guscio delle nostre paure, o di quei piccoli egoismi che ci portano a difendere il nostro piccolo mondo e quel benessere che forse abbiamo conquistato con tanta fatica. Natale ci apre alla speranza perché Cristo ci invita ad aprire i nostri orizzonti: è il momento della condivisione, è il momento della partecipazione, è il momento davvero in cui tutti dobbiamo in qualche modo sentirci chiamati in causa, mobilitati ad un nuovo impegno spirituale, morale e sociale.

Un impegno che porti davvero i frutti di un risanamento autentico dei nostri rapporti, delle nostre relazioni umane e sociali, delle situazioni nelle quali viviamo, nei servizi che usiamo e che pretendiamo. Dobbiamo dare il meglio di noi stessi, ciascuno a suo modo certo, per portare il proprio contributo a costruire una società migliore , aldilà dei colori, aldilà delle ideologie, aldilà degli schieramenti politici, dobbiamo lavorare tutti perché la società è di tutti.

Abbiamo delle energie spirituali e morali per sanare la nostra società e dobbiamo metterle in moto senza chiedere niente in cambio, per puro spirito di servizio.

È troppo comodo pensare che c’è qualcuno che ci pensa, che si preoccupa, e noi possiamo criticare ogni momento quando poi prendiamo le distanze e non ci mettiamo seriamente a sanare i mali che affliggono la nostra società e la nostra città. Bisogna davvero uscire da questo immobilismo, da questo qualunquismo, che spesso domina nelle nostre situazioni personali e anche nelle nostre situazioni sociali.

Se c’è questo spirito di partecipazione allora davvero l’Incarnazione di Cristo avrà un senso anche nella nostra vita, e allora potremo vivere il Vangelo in maniera più consona a quelle che sono le urgenze che la società di oggi ci presenta. È una grande sfida per tutti in questo natale: essere al servizio e non servirsi.

+ Alessandro Plotti

Arcivescovo

Amministratore Apostolico della Diocesi di Trapani

 
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