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Curator ventris: la tutela del nascituro nel diritto romano PDF Stampa E-mail
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venerd́ 25 febbraio 2005
Se ne parla il 26 ed il 27 Febbraio al master in diritto della famiglia
Nel Digesto di Giustiniano VI secolo, la più grande collezione giuridica del mondo, un frammento del grande giurista Ulpiano ( II secolo) parla della figura del "curator ventris: un magistrato nominato dal console per tutelare la vita del nascituro, considerato bene della "res pubblica". La tutela consisteva nel vietare che la donna fosse picchiata o sottoposta a tortura, evitarle qualsiasi problema nel mantenimento del nascituro e unire l'aborto con la pena dell'esilio. Questa prima repressione pubblica dell'aborto viene ripresa ed ampliata dagli imperatori Settimio Severo e Caracalla che estendono la norma a tutti i sudditi dell'impero.
E’ uno dei passaggi della lezione che Maria Pia Baccari, vice-presidente del comitato nazionale di bioetica, presidente della commissione sulla famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri e ordinario di diritto romano all’Università “La Sapienza” di Roma terrà domani pomeriggio nel corso delle lezioni del primo master in diritto della famiglia in corso di svolgimento presso la sala “B. Amico” del Seminario Vescovile di Trapani.
A presentare la “famiglia nella costituzione italiana” sarà invece Massimo Vari vice-presidente emerito della Corte Costituzionale, presidente della Corte dei Conti, ordinario di diritto costituzionale alla LUMSA di Roma, docente di diritto amministrativo alla Scuola per Dirigenti della Pubblica Amministrazione.
 
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