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Riscoprire l'umanesimo della fragilità PDF Stampa E-mail
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mercoledì 05 marzo 2014
Il messaggio del vescovo Pietro Maria per la Quaresima 2014: un appello all'essenziale

L’umanesimo della fragilità: “occhiale” da indossare per scorgere la realtà dell’uomo, la sua immensa dignità e la ‘scorza’ della sua miseria

Lottare contro le manipolazioni del bene comune e delle coscienze, educare a chiamare “male il male e bene il bene”, spegnere le parole senza verità e i protagonismi che umiliano la vita comunitaria e la pace

Il messaggio per la Quaresima del vescovo di Trapani ai fedeli della Diocesi e a tutti gli uomini di buona volontà

Da martedì il vescovo di sera in Cattedrale guiderà i “quaresimali”

La proposta di “24 ore per il Signore” con Papa Francesco

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“Entriamo oggi nel tempo forte della Quaresima con il segno austero delle ceneri – scrive il vescovo Pietro Maria - Nei giorni scorsi abbiamo meditato a lungo sul segno delle lacrime: con circa mille persone della nostra diocesi siamo andati pellegrini al santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa. Portavamo nel cuore le lacrime consegnateci da tante persone. Lacrime sociali ed ecclesiali, umane e cristiane, che sono come ‘occhiali’ - dice papa Francesco – che ci aiutano a vedere meglio sia la dignità della persona umana e sia la scorza multiforme della sua ‘miseria’. Dalle lacrime alle ceneri. Ecco l’umanesimo della fragilità.

Il vescovo propone un cammino in tre tappe alla luce della Parola. “La Parola di Dio ci chiede di mettere ordine nella mente e nello spirito - afferma - per lottare contro le manipolazioni del bene comune e delle coscienze, per smuovere l’acqua stagnante e il pessimismo atavico”. Ciò significa, continua il vescovo – “educare a chiamare male il male e bene il bene nella luce del Vangelo”. In un altro passaggio mons. Fragnelli richiama l’esigenza della sobrietà “per spegnere le parole senza verità e accendere il silenzio che apre sentieri di vera umanità; per rifiutare i successi senza fatica e senz’amore ...per eliminare i protagonismi che umiliano e violentano la vita comunitaria e la pace”. L’umanesimo della fragilità con i valori che la ‘povertà’ custodisce infine pone le basi della speranza: “la Parola di Dio ci chiede, infine, di ‘rendere piena la nostra speranza”. Si tratta di passare dal culto del sacro a quello del santo, cioè allo “spirito di salvezza e di verità, di tenerezza e di misericordia. Di ciò abbiamo bisogno tutti; di ciò vogliamo fare esperienza. Mettiamoci in cammino con gli abiti giusti, dice il vescovo, gli abiti che non si comprano al mercato o in negozi di lusso ma abiti, cioè ‘abitudini’ virtuose, la novità evangelica fatta vita.

Il vescovo Fragnelli infine, nel messaggio, invita le comunità religiose e le parrocchie ad aderire alla proposta - “24 ore per il Signore” – lanciata dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Si tratta di mettersi, con papa Francesco, in adorazione e di accostarsi al sacramento della riconciliazione dalle ore 17 di venerdì 28 marzo alle ore 17 di sabato 29 marzo.

Il vescovo inoltre guiderà personalmente una lectio-divina quaresimale aperta a tutti, tutti i martedì di quaresima a partire dal prossimo 11 Marzo alle ore 21.00 in Cattedrale.

 

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