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lettera del vescovo ai candidati alle elezioni PDF Stampa E-mail
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marted́ 01 aprile 2008

Il vescovo di Trapani Francesco Micciché ha inviato nei giorni scorsi una lettera ai candidati alle prossime consultazioni elettorali del 13 e 14 Aprile.


Carissimi amici candidati alle prossime consultazioni elettorali,

mi permetto – quasi in punta di piedi – di farmi presente a tutti voi in vista delle ormai imminenti elezioni. Non vuole essere un’ingerenza la mia ma una condivisione e, al tempo stesso, un appello in considerazione del difficile momento che l’intero “sistema” della politica sta attraversando.

Non scrivo per puntare il dito ma per rivolgere un invito a ciascuno di voi, a nome della Chiesa di Trapani di cui sono il pastore.

E’ sotto gli occhi di tutti la preoccupante disaffezione verso l’impegno sociale,  il ripiegamento nel privato e la diffusione dell’antipolitica come forma estrema di partecipazione politica. La politica diventa sempre più autoreferenziale, incapace di misurarsi sui problemi reali della gente e del territorio, gestita dalle logiche delle lobby e dei gruppi di potere. C’è una profonda crisi di speranza che nel nostro territorio rischia di appesantire la cultura del servilismo che purtroppo ancora sembra connotare la mentalità di larghi strati della nostra gente. E’ necessario oggi più che mai “un di più” nelle scelte pubbliche: un di più di responsabilità, di senso del bene comune, di profonda moralità. Un di più che contribuisca ad un cammino di consapevolezza e di liberazione dagli interessi delle organizzazioni criminali che non si fanno scrupolo di distruggere l’ambiente, di seminare strumenti di morte come la droga, di pilotare a loro favore gli appalti pubblici, di gestire il territorio per fini loschi che, alla fine, finiscono col calpestare la sana concorrenza e creare solo arretratezza economica e culturale.

Ogni scelta pubblica ha anche una valenza etica. Per questo, vi supplico, nel nome di Dio, a guardarvi dentro nella verità di voi stessi, a riscoprire la relazioni politiche come esercizio di un servizio umile e concreto in cui si educano i cittadini, soprattutto i più deboli, ad acquisire i propri diritti e non a chiedere favori. Non ponetevi su un piedistallo di potere e privilegi, non pensate ai vostri interventi come mere operazioni di comunicazione politica. Le operazioni di facciata purtroppo a volte rischiano solo di coprire l’inefficienza o peggio, gli interessi della criminalità organizzata. E’ necessario che elettori ed eletti abbiano chiare e ferme alcune convinzioni perché la cultura della legalità, il pensiero fondato sui valori veri è la base e il fondamento di un sociale vivibile, più umana, capace di promuovere sviluppo compatibile, benessere economico, psichico, spirituale.

Non sarebbe il caso che la campagna elettorale partisse da quei valori che sono comuni a laici e credenti e che la ragione umana, scevra da pregiudizi, non dovrebbe far fatica ad assecondare?

Come Chiesa quest’anno abbiamo dedicato la nostra riflessione sulla carità nella polis. Nella nostra città ideale, Civitanostra, abbiamo immaginato un monumento con otto colonne: i capisaldi di quei valori indisponibili nei quali ogni autentica politica dovrebbe trovare il suo cuore pulsante. Mi riferisco ai valori della vita, della famiglia, del lavoro, della giustizia e della pace, del bene comune, della solidarietà, della sussidiarietà, della legalità.

Vi auguro e, insieme a tutti i cittadini di questa terra, mi auguro che il vostro impegno sia una risposta ad una vocazione all’impegno per il bene comune, una risposta ai bisogni di un territorio che vogliamo pensare sempre più bello, in cui i giovani possano realizzarsi umanamente e professionalmente, in cui le famiglie non siano vessate dalla tasse e chi vuole fare impresa non sia condizionato da una burocrazia bloccante e, purtroppo, alle volte corrotta. Essere uomini e donne liberi, senza le catene del vassallaggio politico e delle ideologie faziose: questo vi chiedono i cittadini onesti i quali hanno il desiderio e l’ansia di vivere in questa terra solare non da servi ma da uomini liberi senza quell’ingranaggio distruttivo che ha il marchio della mafia, atea e assassina.

Su tutti voi – di qualsiasi schieramento politico – imparto di cuore la benedizione del Signore.

 

+ Francesco Micciché
Vescovo di Trapani

 

 
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