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La cultura dell'amore nella solidarietà con i poveri PDF Stampa E-mail
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mercoled́ 25 febbraio 2009

Presentata la Lettera Pastorale per la Quaresima

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Riscoprire la povertà, la fragilità come valore. E’ questo l’invito contenuto nella lettera pastorale per la Quaresima “La cultura dell’amore nella solidarietà con i poveri” che il vescovo Francesco Miccichè ha consegnato ai fedeli. La povertà è una condizione che accomuna tutti in quanto tutti gli uomini sperimentano la propria fragilità, il dolore e la sofferenza, il proprio essere creature. “C’è una sostanziale differenza tra il dare le briciole, lasciando alla porta i poveri e il dare spazio ai poveri, facendoli sedere alla nostra mensa. La cultura dell’avere imprigiona l’uomo nel carcere del proprio io, rende arido il suo cuore – scrive il vescovo - E’ cultura di morte la cultura che osanna l’avere, il possedere, ignorando i valori etici della solidarietà, della sussidiarietà, della condivisione. I poveri sono le prime vittime della cultura di morte che impera nel mondo. Anche la logica perversa della mafia –continua la lettera pastorale - ha radici nel cuore inquinato dall’avidità del possedere che corrode le coscienze e dà valore solo alle cose, strumentalizzando le persone, togliendo valore alla dignità di ogni vita umana. La corruzione di parte di settori deviati della pubblica amministrazione, che paralizzano il sano ed equilibrato sviluppo delle forze imprenditoriali del nostro territorio, è una piaga ricorrente che va decisamente denunciata, prevenuta e repressa… L’illecito arricchimento di chi gestisce le politiche del lavoro a scapito della sicurezza della salute, della stessa vita dei lavoratori e delle loro famiglie con il bollettino tragico delle morti bianche e del perdurante stillicidio delle tragedie annunciate, è un fattore socialmente preoccupante oltre che un grave vulnus alla dignità del lavoratore” .

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Il vescovo invita dunque a “trovare il coraggio di ricominciare a rimodulare il nostro modo di essere, a convertirci all’essenziale, scegliendo ciò che è umile e povero e dando in tal modo sapore, gusto, valenza alla semplicità del vivere quotidiano”. Come proposta per vivere intensamente la Quaresima mons. Micciché suggerisce alcuni atteggiamenti.

- Sappi rinunziare a qualcosa di tuo e cedilo a chi è più bisognoso di te.

- Rinuncia a comprare qualcosa che obiettivamente valuti come superfluo e dona il corrispettivo ai poveri.

- Non chiudere il cuore a chi ti sta accanto e, se scopri povertà frutto di ingiustizie, adoperati per sconfiggere le cause della povertà.

- Sii onesto con te stesso e non tirarti indietro quando c’è da denunciare il male, le ingiustizie, i soprusi. È questo un atto profetico dovuto.

- Non aver paura di essere buono. La bontà non è debolezza, ma forza.

- Ama la vita e non ti stancare mai di servirla. I poveri sono i più a rischio, se servi i poveri hai reso un servizio alla vita.

- Il tuo credo cristiano è vero solo se passa al vaglio della condivisione -solidarietà.

- La vita è dono. Come Cristo Gesù si è donato tutto a tutti così nel dono di quel che siamo e di ciò che possediamo ci realizziamo secondo il progetto di Dio.

- Non volgere lo sguardo oltre ma come il buon samaritano fermati e dai sostegno, conforto, amicizia, amore a chi è nel bisogno.

- Costruisci la pace non attaccando il tuo cuore alle ricchezze ma dando un colpo d’ali al tuo vivere di Dio e per Dio.

 
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