SANTISSISMO CROCIFISSO A CALATAFIMI
Dal 1657 Calatafimi Segesta celebra con profonda devozione il Santissimo Crocifisso, memoria viva di eventi prodigiosi.
Quando si celebra in forma solenne nei primi giorni di maggio, fede e folklore si intrecciano nell’omaggio dei tradizionali “ceti”: Borgesi del SS Crocifisso, Maestranza, Cavallari, Massari, Macellai, Mugnai, Ortolani, Borgesi di San Giuseppe, Pecorai e Caprai e commercianti, sciabica e clero; sono i ceti ad effettuare il lancio votivo di confetti, frutta secca, cucciddati (pani dalla caretterista forma di fiori), miliddi, panuzzi e tanto altro.
Omaggio devoto al lavoro benedetto da Dio e all’abbondanza della Provvidenza.
SAN GIUSEPPE
È profondo il legame delle comunità della Diocesi con San Giuseppe: tra altari nelle case, i tradizionali pani e “nmitu” dei santi con pranzi offerti per grazia ricevuta, le “tuppuliate” della sacra famiglia e le processioni.
Da Marettimo a Dattilo, da Alcamo a Castellammare del Golfo, da Favignana fino al capoluogo di Trapani, dove si tengono ben due processioni, la festa del 19 marzo è celebrata e sentita.
Il comune di Misiliscemi di recente istituzione lo venera come Patrono Ad Alcamo nella parrocchia di San Giuseppe e a Sperone di Custonaci il santo patriarca si celebra anche il primo maggio per il Patrocinio.
Una coralità di fede che valorizza l’identità dei nostri territori, custodisce la memoria dei padri e lega la preghiera quotidiana al mondo del lavoro
SAN FRANCESCO DI PAOLA
La devozione a San Francesco di Paola attraversa l’intero territorio della Diocesi di Trapani, assumendo sfumature diverse ma ugualmente profonde nelle comunità che lo venerano.
A Trapani, eletto compatrono nel 1726, la sua festa culmina nella solenne processione della terza domenica di Pasqua, preceduta dalla Scinnuta e dalla novena, e attraversa il centro storico e il porto, affidando alla sua intercessione la città e la gente di mare.
Ad Erice il Santo è invocato come protettore delle campagne e dei lavoratori della terra, mentre a Marettimo accompagna da sempre la vita di pescatori e marittimi, che ne custodiscono l’immagine nelle case e sulle imbarcazioni.
Anche ad Alcamo il suo culto, diffuso dai Padri Minimi fin dal Cinquecento, continua a essere vissuto con partecipazione e fede, nel ricordo di un santo amato per la sua umiltà, la carità verso i più poveri e la vicinanza al mondo del lavoro.



