erice-tetti.jpgLa città di Erice, nobile e devotissima, non trascurò mai di erigere, quasi a protezione dei suoi immensi territori, i santuari ad invocare favori celesti per l’ubertosità dei campi ed a impetrare protezione divina dai nemici che sovente la minacciavano dal mare. Dalla vetta si partiva una “via sacra” che, attraversati i territori del Monte San Giuliano (nome medievale di Erice), giungeva fino al santuario di San Vito. Lungo la via numerose edicole e cappellette ricordavano il carattere sacro di quel percorso e invitavano alla preghiera. La sacra via era percorsa da pellegrinaggi del popolo in tutte le stagioni dell’anno, ma particolarmente solenni dalla città verso il Santuario del Capo muovevano i pellegrinaggi con alla testa il Senato della Città e i nobili la IV domenica di Quaresima e la Domenica di Pentecoste.

 

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Chiesa madre di Erice

Centro del culto cristiano dell’antica città. Da essa dipendevano tutti i Santuari e le chiese dei territori ericini.

 

 

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Cuba stacca

Luogo di sosta e di ristoro verso San Vito e in occasione dei trasporti ad Erice della Madonna.

 

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Custonaci

La chiesa, fondata nel XV secolo, fu ampliata nel 1625. Fu demolita all’inizio di questo secolo e ingrandita in stile neogotico assumendo l’aspetto attuale. Dell’antica chiesa rimane l’abside e, in esso, l’altare della Madonna.

 

 

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Santa Crescenza

Edicola cupolata del XIV-XV secolo, di dimensioni modeste ma di splendida architettura, introduce alle sacre terre del Santuario di San Vito, e guarda alla città di Erice.

 

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San Vito

Il possente santuario, baluardo dei territori e della fede cristiana, munito di torre, circondato da torri di avvistamento, era meta privilegiata di malati per invocare la guarigione del corpo e dello spirito. in questo secolo ne è stato alterato l’assetto interno primitivo per ricavare una più grande aula della celebrazione.