Preghiamo per il viaggio del vescovo in Marocco e grazie di farmi partecipe ma ci potete raccontare meglio? Purtroppo non riesco a seguire tutto. Grazie mille.
Pina ( via whatspp)

Dal 30 giugno al 9 luglio 2026 una delegazione della Diocesi di Trapani guidata dal vescovo mons. Pietro Maria Fragnelli con rappresentanti dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, del Seminario diocesano e dell’Ufficio per la Pastorale dei pellegrinaggi, si è recata in Marocco per un viaggio pastorale. L’esperienza è nata dal desiderio di incontrare la Chiesa locale e di condividere alcuni giorni con padre Maurizio Piacentino, missionario fidei donum trapanese, conosciuto in Marocco come padre Maurice.
Fin dai primi incontri a Rabat è apparso con chiarezza il volto di una Chiesa piccola nei numeri ma profondamente universale. La calorosa accoglienza di padre Feliciano e padre Félix della Cattedrale di San Pietro di Rabat, il dialogo con il cardinale mons. Cristóbal López Romero S.B.D. e con il nunzio apostolico mons. Alfred Xuereb hanno subito restituito l’immagine di una comunità composta da fedeli provenienti da molti Paesi, chiamata a testimoniare il Vangelo attraverso la presenza, il servizio e il dialogo. Una Chiesa che vive quotidianamente l’incontro con il mondo musulmano e fa della pluralità delle provenienze una delle espressioni più concrete della propria cattolicità.
Tra i momenti più intensi del viaggio pastorale, la celebrazione eucaristica del 5 luglio nella parrocchia di San Pio X, presieduta in lingua francese dal vescovo Fragnelli, in conclusione dell’anno pastorale della comunità guidata da padre Maurice. Un gesto semplice ma eloquente, capace di rendere visibile il legame tra la Chiesa di Trapani e quella di Rabat attorno alla stessa mensa eucaristica.
All’Institut Œcuménique de Théologie Al Mowafaqa, l’incontro con padre Christophe Roucou ha evidenziato come il dialogo tra cristiani e musulmani non sia soltanto un ideale, ma un percorso che richiede formazione, studio e conoscenza reciproca. La consegna al vescovo del diploma conseguito da padre Maurice presso l’Istituto ha assunto il valore simbolico di una missione fondata sulla competenza e sulla capacità di costruire relazioni autentiche.
In più occasioni la delegazione ha potuto constatare come la Chiesa in Marocco viva la propria missione senza cercare visibilità, ma attraverso una presenza discreta e profondamente inserita nella società: nell’accompagnamento dei migranti, nell’accoglienza degli studenti provenienti da diversi Paesi africani, nel dialogo con il mondo musulmano e nel servizio ai più fragili. Lo ha ricordato anche padre Mario León Dorado O.M.I., prefetto apostolico del Sahara Occidentale, raccontando l’impegno della Chiesa lungo la rotta atlantica verso le Canarie e l’opera della Caritas a sostegno delle persone più vulnerabili.
Importante la visita a Fès, sulle orme di Charles de Foucauld e alla scoperta di al-Qarawiyyin (una delle più antiche istituzioni universitarie ancora attive al mondo), e quelle di Casablanca, Temara e Kenitra. Il percorso alla Moschea Hassan II, guidati dal vescovo mons. Giovanni D’Ercole, ed alla Madonna di Trapani custodita nella chiesa di Cristo Re hanno ricordato come il Mediterraneo continui a essere un importante collegamento tra le due sponde. Le Missionarie della Carità, le Suore Vincenziane e i Padri Salesiani hanno mostrato come il Vangelo si traduca ogni giorno in gesti concreti di accoglienza, cura ed educazione.
Il viaggio pastorale si è concluso con una consapevolezza rinnovata: la forza della Chiesa spesso non dipende dai numeri, ma dalla capacità di costruire relazioni, servire gli ultimi e testimoniare il Vangelo là dove culture e religioni diverse si incontrano. La delegazione trapanese torna con la certezza che il dialogo non indebolisce l’identità cristiana, anzi la rende più sensibile all’incontro, e che il Mediterraneo deve continuare a essere uno spazio di fraternità e speranza.
Antonino Carpitella
Equipe Ufficio diocesano Ecumenismo e dialogo
