La sera del 1° novembre, le strade di Erice si riempiono di vita, suoni e voci grazie ai più piccoli 🧒👧. Accompagnati dai genitori, i bambini ericini vanno di casa in casa muniti di campane e oggetti rumorosi 🔔🥁, rinnovando un’antica filastrocca che unisce le generazioni 👵👴: 

​«Lunniri, martiri e mercuri,
ioviri, vennari e sabatu,
rapiti li porti chi vennu li morti!» 🚪🕊️

​In un’epoca spesso dominata dal consumismo e da mode importate 🛍️, i piccoli “muntisi” scelgono la via della tradizione 🇮🇹. Portano con sé la voce dei nonni e la memoria del paese 📜, trasformando una notte autunnale in una festa di affetto, radici e profondo senso di appartenenza 🏡❤️. 

​Un modo dolce, poetico e autentico per custodire il legame con chi non c’è più e riscoprire il valore dello stare insieme 🌟

​👇 E nella vostra comunità, quali tradizioni si tramandano in questi giorni? Raccontatecelo nei commenti! 💬

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Per saperne di più visita il blog www.vicolidigusto.it di Paola Domingo. Riprese di Aldo Marchingiglio.