La  parrocchia Sant’Alberto nell’omonimo quartiere si prepara a celebrare la festa comunitaria che in questo caso s’interseca con i festeggiamenti patronali dato che Sant’Alberto degli Abati a cui la parrocchia è intitolata è patrono della città di Trapani dal XVI secolo e patrono secondario della Diocesi dal 2007.

Dalle fonti dell’Archivio storico diocesano infatti si apprende che la prima Santa Messa nella parrocchia fu celebrata il primo giugno del 1964, 50 anni fa.

La Chiesa è sorta per rispondere alle esigenze pastorali di un quartiere nato nell’immenso prato verde che nel periodo di Ferragosto ospitava la corsa dei cavalli in occasione della Festa della Madonna di Trapani: negli anni ’50 iniziò la cementificazione, la costruzione di alloggi popolari e palazzine per i dipendenti delle amministrazioni dello stato. Il quartiere che prendeva il nome di Rione Palme (a ricordare le piante che si innalzavano prima dell’urbanizzazione) nel 2007, in occasione dei Festeggiamenti del 700° Anniversario della nascita Sant’Alberto, patrono della città di Trapani e patrono secondario della Diocesi, prese il nome di quartiere “Sant’Alberto” con una precisa indicazione da parte della comunità parrocchiale, del parroco mons. Vincenzo Cirrone e del vescovo Francesco Miccichè : un desiderio di dare radici al territorio, un segnale del cambiamento avvenuto nel tessuto sociale del quartiere.

La prima pietra della nuova chiesa venne posta dal vescovo Francesco Ricceri. La chiesa custodisce il simulacro argenteo di Sant’Alberto opera di Domenico Nolfo che la realizzò per conto dei pescatori del rione “casalicchio”( San Pietro) nel XVIII secolo. L’immagine chiamata “Sant’Alberto alla marinella” era conservata nella Chiesa di Santa Maria della Grazia distrutta durante la seconda guerra mondiale.

Nella locandina il programma parrocchiale della festa 2026.